Dall’intervento di Giulia Arrigoni


Dalle origini del fenomeno Fai da te, dei primi anni Settanta, fino all’odierno e più complesso anglosassone Home improvement, l’evoluzione dei consumi di prodotti per il bricolage e l’interazione con chi, questi prodotti, li produceva e, soprattutto, li distribuiva.

1 – Le origini. Ripercorrendo un osservatorio attento – la stampa specializzata dell’epoca e le manifestazioni fieristiche che, letteralmente, registravano il “tutto esaurito” -, questo ci consegna un’immagine composta da un consumatore molto attivo, e alla costante ricerca di soluzioni, in contrasto con una produzione del tutto impreparata e una distribuzione addirittura refrattaria ad occuparsi del cliente privato.

2 – La distribuzione. E’ con l’arrivo della grande distribuzione specializzata – nei primi anni Ottanta – che la situazione inizia gradualmente a modificarsi, consentendo al cliente di entrare a conoscenza di prodotti nuovi, che possano aiutarlo a risolvere i quotidiani problemi di manutenzione della propria casa. Non solo. La moderna distribuzione specializzata, grazie anche all’arrivo di società straniere – francesi e tedesche -, si dimostra attenta e, soprattutto, veloce, nel cogliere le tendenze che muovono le richieste, modificando l’assortimento e lo spazio commerciale, in un working in progress infinito.

3 – Il cliente. E chi è il cliente di prodotti per i Fai da Te? Inizialmente la comunicazione si rivolge ad un’utenza maschile, considerata esclusivo interlocutore dalle aziende produttrici, o al massimo alla famiglia, dove la donna – bambino compreso – può sì essere committente ma, nell’esecuzione, solo mera comparsa. E’ nel decennio 1985/1995 che si compie la vera rivoluzione. La donna diventa sempre più protagonista nella scelta degli interventi casalinghi, nell’acquisto di prodotti e nella frequentazione dei negozi.