Dall’intervento di Rossella Sobrero


1 – Uno scenario in rapido cambiamento
In una situazione complessa come quella attuale dove le sfide sono sia strategiche sia organizzative, stanno cambiando rapidamente anche gli stili di vita e di consumo. Le persone, prima ancora che i consumatori, chiedono sempre maggior attenzione ad alcuni valori.
L’acquisto di prodotti alla spina, l’aumento dei Gruppi di Acquisto Solidale, lo sviluppo degli orti urbani sono solo alcuni fenomeni che dimostrano come è già in atto un cambiamento motivato da benefit di natura diversa: economici (il risparmio dato dall’autoproduzione), consumeristici (la qualità dei prodotti), valoriali (il valore del fare da sé), relazionali (più occasioni di incontro con le persone), ambientali (ritorno alla natura e a stili di vita più salutari).

2 – Il consumatore diventa consuma-autore
Un consumatore esigente, selettivo, autonomo, competente, pragmatico, proattivo, spesso poco fedele alla marca che sta modificando il proprio stile di vita e di consumo. Un consumatore in cerca di esperienze più che di prodotti, di emozioni e sensazioni più che di valori d’uso. Le nuove tendenze del marketing (relazionale, tribale, esperenziale) prendono coscienza di questa nuova realtà.
Il nuovo consumatore – oggi definito consum-attore o, come dice Francesco Morace, consum-autore – ha ben poco in comune con la tradizionale figura di cui gli studiosi si sono occupati per anni.
Per questo è necessario per le imprese ripensare in tempi rapidi strumenti, contenuti, modalità per coinvolgere le persone in un rapporto che diventa sempre più relazionale.

3 – Il ruolo della rete
Il digitale è uno dei maggiori alleati del cambiamento: oggi, grazie alla rete, è possibile un’interazione fino a pochi anni fa inimmaginabile che consente a soggetti diversi di assumere il ruolo di co-creatori di valore.
Ma per le imprese utilizzare questi strumenti – che rispondono alle logiche con cui si riuniscono le persone, non a quelle che un’organizzazione è abituata a utilizzare – non è sempre facile. C’è infatti una differenza profonda tra l’essere social e l’essere sociali. Non basta più avere un account sui social network per entrare in relazione con qualcuno. Per ingaggiare le persone è necessario creare, mantenere e sviluppare una relazione.
Il consum-attore reclama sempre di più un rapporto personale e personalizzato con il brand: è necessario che le imprese si attrezzino velocemente.