Di Giulia Arrigoni


Il terzo rapporto annuale di Leroy Merlin, realizzato con Doxa e presentato all’interno del progetto Osservatorio sulla Casa, testimonia che la pratica del bricolage è più viva che mai, con oltre il 60% degli intervistati che ha dichiarato di svolgere questa attività e di farlo con un certa dose di coinvolgimento personale. Il progressivo mutamento degli stili di vita, verso una maggiore consapevolezza riguardo a tematiche legate al risparmio, al riuso e al riciclo, non può non comprendere anche la pratica del bricolage e, più in generale, tutto ciò che va sotto la denominazione di manutenzione della casa. A conferma di ciò sono le molte informazioni che provengono da analisi di mercato e studi di settore, non ultimo anche qualche confronto tra ciò che sta accadendo in Italia e in altri Paesi in Europa. Quello che comunemente in Italia abbiamo definito come attività di “manutenzione della casa”, in termini più internazionali viene chiamato “Home Improvement”. Di cosa si tratta? Sì, certamente, della manutenzione, ma con un’accezione più ampia che comprende anche l’arredamento, la decorazione e, naturalmente, il bricolage. E in questo caso, l’Europa mostra dei risultati molto positivi con una crescita, nel primo quadrimestre del 2015, di quasi 7 punti percentuali e una previsione di un ulteriore 2,5% per la fine dell’anno.

Il dato è significativo e anche in Italia si è registrata una crescita positiva, seppur modesta, dei consumi legati alla manutenzione della casa, con un +1,3%. Nella stragrande maggioranza, in Europa e, in particolare, nei Paesi più a nord, le persone vanno nei centri bricolage ad acquistare, mentre in Italia è ancora importante la presenza di ferramenta sparse su tutto il territorio. Tuttavia la sempre più frequente apertura dei centri bricolage, fatti di ampie superficie e di tantissimi prodotti in esposizione pronti da vedere e “toccare”, sta stimolando sempre più gli italiani alla frequentazione e all’acquisto in questi negozi. Non solo, ma la possibilità di trovare all’interno un’ampia gamma di servizi, si rivela esser una carta molto convincente anche per coloro che di bricolage ne sanno o ne fanno poco.

Il futuro tra “do it yourself” e “do it for me”
Se una volta era il pensionato che si cimentava in piccoli o grandi lavori, oggi, i cambiamenti sociali suggeriscono nuove soluzioni ai professionisti della distribuzione. Uno di questi è indubbiamente il fenomeno relativamente nuovo del “do it for me”. Di cosa si tratta? Semplicemente del fatto che il cliente si reca personalmente in negozio, sceglie e acquista il prodotto, o i prodotti per un suo particolare progetto, ma per lo svolgimento si affida a terzi, che può tranquillamente scegliere all’interno dell’esercizio commerciale. Perché accade tutto questo? Due i motivi principali: i giovani che dimostrano poca dimestichezza con le attività manuali e, dall’altra, il progressivo invecchiamento della popolazione – entro il 2050 il 34% della popolazione europea avrà oltre 60 anni –. Motivazioni che, secondo una ricerca della società olandese “USP Marketing Consultancy BV”, potrebbero portare, nel giro di una decina di anni, ad uno slittamento dal “fai da te” al “fai per me”. Tuttavia ciò che non cambierà sarà l’approccio all’acquisto, sempre più consapevole ed evoluto, nonché la propensione a fare da sé ciò che si riesce o ciò che gratifica maggiormente. Per quanto riguarda la consapevolezza, la tendenza è sotto gli occhi di tutti gli esperti del settore, soprattutto, dopo che il web ha stravolto le modalità di acquisto e, in particolare, di reperimento delle informazioni. Dato il mio lavoro di studio e ricerca di quanto avviene nella distribuzione del bricolage, parlo spesso con gli addetti alla vendita o i direttori di negozio, che mi raccontano quanto sia sempre più frequente che cliente si presenti preparato all’acquisto e ponga domande precise e circostanziate. Tuttavia, la pratica è un’altra cosa e le più importanti insegne del bricolage lo sanno molto bene ed agiscono di conseguenza. Ad esempio, con una più intensa programmazione di corsi dove insegnare le tecniche più diverse di bricolage, oppure, mettendo a disposizione spazi ad hoc. E’ il caso dell’ultima iniziativa a firma Leroy Merlin che, in collaborazione con la statunitense Tech Shop, ha appena aperto a Parigi, ai primi di novembre, uno spazio di ben 2000 mq dove, previo abbonamento mensile, si possono utilizzare macchine utensili, banchi da lavoro, frequentare corsi, il tutto con il supporto di personale qualificato. E, vale la pena citare anche i “Repair Cafè”, ben oltre 900 in tutto il mondo, di proprietà dell’omonima fondazione nata ad Amsterdam nel 2010. Si tratta di spazi cittadini, dove ci si può recare quando si vuole riparare qualcosa oppure imparare a riparare qualcosa. Il concetto si basa sulla condivisione dei saperi e sulla socializzazione. Gli spazi, infatti, sono aperti a tutti, anche a coloro che non hanno nulla da riparare ma, semplicemente, vogliono prendersi una pausa e leggersi un libro con calma… ah, di bricolage, naturalmente.