Di Rossella Sobrero


Creare orti in città sembra essere uno dei trend più in crescita di questo ultimo periodo (se ne è parlato recentemente qui).

Condomini, supermercati, magazzini, vecchi edifici abbondonati si stanno trasformando in orti verticali dove si producono frutta e verdura, un fenomeno interessante che coinvolge anche le aziende oltre che le singole persone.

Nelle nostre città si stima che oltre il 20% delle superfici urbane sono tetti piani coperti di catrame, non utilizzati e scarsamente accessibili. Migliaia di spazi che possono essere trasformati: in molti casi si tratta di parcheggi di supermercati o di tetti di uffici e magazzini che le imprese possono decidere di far diventare orti “alti”. Un discorso che vale naturalmente anche per molti condomini.

La creazione di un orto alto contribuisce alla riqualificazione urbana perché riesce ad intrecciare benefici ambientali e sociali. Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, possono portare a una riduzione dell’isola di calore, migliorare la biodiversità, ridurre i consumi energetici e le emissioni di C02, migliorare la gestione delle acque piovane.

Per quanto riguarda invece l’impatto sociale, possono favorire l’autoproduzione di prodotti freschi, contribuire al riciclo dei rifiuti in compost, rendere spazi inutilizzati in luoghi di comunità.

La tecnologia per il verde pensile, costituita da una serie di materiali tessili e plastici che si posano sui tetti piani, li rendono impermeabili e permettono all’acqua di essere trattenuta e allo stesso tempo di scorrere facilmente. Su questi materiali isolanti si può posare un terriccio speciale, molto leggero e facile da lavorare con risultati interessanti (per fare un orto ne bastano 15 o 20 centimetri).

La crescita del fenomeno ha dato vita anche a nuove realtà, imprese che nascono per offrire prodotti o servizi per realizzare orti in città.

E’ il caso di OrtiAlti (www.ortialti.com), un progetto tutto al femminile per realizzare orti collettivi sui tetti degli edifici che ha anche vinto il primo premio del concorso WE-Women for Expo. OrtiAlti progetta, realizza, gestisce e promuove orti di comunità sui tetti degli edifici, generando immediati benefici ambientali e di coesione sociale.

Interessante anche la proposta di Hangreen (www.hangreen.it), piccola azienda che realizza moduli di giardino verticale automatizzati, con materiali eco-sostenibili che permettono all’utente di coltivare le piante in uno spazio modulare gestendone i principali parametri grazie a sensori che si interfacciano con una app per smartphone.

Per concludere, una riflessione sui vantaggi per i diversi soggetti.

Per l’azienda costruire un orto alto è un’occasione per dimostrare la propria sostenibilità e acquisire consenso da diversi stakeholder: dipendenti, clienti, comunità.

Per l’amministrazione pubblica, rappresenta una modalità che contribuisce alla riduzione dell’effetto serra, aiuta a mitigare l’inquinamento acustico urbano, migliora la coesione sociale perché vengono coinvolti abitanti e utenti degli edifici nella progettazione e gestione di questi nuovi spazi.

Per i cittadini che decidono di realizzare un orto sul loro condominio, i vantaggi sono anche economici. Per esempio, un orto consente non solo di produrre vegetali freschi ma aumenta del 15% il valore dell’edificio, lo isola riducendo del 10-30% il consumo energetico; permette di controllare il flusso dell’acqua piovana assorbendone oltre il 35%.

E’ proprio il caso di dire: vantaggi veramente per tutti!