Si fa sempre più vicino l’attesissimo momento della proclamazione del vincitore della terza edizione dell’Osservatorio sulla Casa. Quattordici aprile, Milano, in presenza di esperti e dei finalisti del contest, che negli ultimi mesi hanno studiato e lavorato per progettare la casa di domani: verrà presto annunciato il nome della mente (e anche la mano) geniale che avrà progettato la casa in comodato d’uso da Comunità Nuova Onlus. Destinata a dieci ragazzi, dai diciotto ai ventiquattro anni con alle spalle eventi ed esperienze particolarmente difficili, l’abitazione verrà ricostruita per poter permettere a questi giovani – seguiti dagli educatori di Comunità Nuova – di intraprendere nuovi percorsi di vita.

Ma quale deve essere una delle caratteristiche principali della casa di domani? Innanzitutto accogliente.

Abbiamo dato la parola agli esperti dell’Associazione Comunità Nuova Onlus e abbiamo chiesto loro: «Qual è l’importanza di un luogo curato e a misura d’uomo per un servizio di accoglienza che ospita persone provenienti da percorsi ed esperienze di vita difficili?»

Ci hanno risposto Andrea Marnoni, Coordinatore aera Infanzia e Famiglia e Micaela Colombo, responsabile Comunità terapeutica Villa Paradiso:

«In “Essere e Tempo” Heidegger afferma che il “tratto fondamentale dell’abitare è l’aver cura” e noi operatori di Comunità Nuova desideriamo profondamente prenderci cura di coloro che ospitiamo, attraverso quella “grazia dell’attenzione” che è l’arte di fare posto al carattere unico del soggetto.

Il presupposto per una relazione di aiuto efficace, da un punto di vista educativo, è racchiuso nella capacità di comunicare il valore delle persone e la loro unicità.

I servizi dedicati all’accoglienza  sono luoghi privilegiati per la costruzione di relazioni significative con le persone ospitate. Per questo, grande attenzione va data agli spazi fisici: contesti puliti e ben arredati, comodi e adeguati a coloro a cui li offriamo, sono un modo immediato e facilmente percepibile per comunicare disponibilità ad accogliere e, soprattutto, rispetto per chi è accolto.

La cura delle spazio attiva inoltre la capacita di esserne responsabili sia da parte degli educatori sia da parte degli ospiti del servizio che diventano così “custodi e curatori della quotidiana manutenzione e dell’ordine” con una presa in carico e collaborazione da parte del gruppo: manifestazione questa di un coinvolgimento positivo e di un senso di appartenenza da parte di tutti.  Per questo, i servizi  di Comunità Nuova non si presentano solo come spazi connotati da funzioni, ma come luoghi che contengono pensieri, ricordi, emozioni… La ricerca della qualità’ estetica, che li  rende funzionali e belli, permette così la creazione di un’atmosfera accogliente e non prettamente istituzionale.

Allestire spazi con cura e attenzione favorisce il benessere, le relazioni, il fare insieme, la socialità positiva,  il prendersi cura  di sé. Ed è questo  uno dei pilastri su cui si fondano il pensiero e l’agire pedagogico degli educatori di Comunità Nuova».