Dieci giorni dopo l’annuncio del vincitore della terza edizione del contest dell’Osservatorio sulla Casa. Centinaia di studenti partecipanti, ma solo tre i vincitori: Serena Giuditta, Pasquale Cucco ed Edoardo Aurino. Dal team “Roots”, il progetto che Leroy Merlin ha ritenuto più valido per costruire la casa di domani, direttamente dall’Università degli studi di Salerno, i tre ragazzi si raccontano un po’…

Parlateci di voi. Chi sono i tre ragazzi del team “Roots”?

Serena GiudittaSerena
Ho ventisette anni e sto per terminare il percorso di studi in Ingegneria Edile/Architettura presso l’Università degli Studi di Salerno. Adoro tutto ciò che è Arte, dunque in primis l’Architettura, poi la Fotografia e il Cinema. Mi occupo di grafica come volontaria presso la delegazione FAI (Fondo Ambiente Italiano) di Avellino, dove ho avuto modo di lavorare in team e valorizzare il territorio allo stesso tempo!  Creativa e curiosa sono probabilmente due aggettivi che più mi rappresentano: mi piace imparare sempre cose nuove spaziando vari settori, dall’architettura, al fai da te, alla pittura  e al cinema (sono nel mio piccolo una Youtuber). Sono determinata, amo le sfide e viaggiare. L’obiettivo più grande è quello di fare un lavoro che amo e che sia stimolante: mi auguro di progettare spazi dove le persone vivano bene, che sia un manufatto, una stanza, o una casa intera, ma avendo sempre ben presente il focus sulle persone; il tutto in un’ottica sostenibile e di miglioramento della qualità della vita.

Pasquale CuccoPasquale
La cosa più difficile per me è descrivermi, rischio di essere o troppo sborone o troppo misterioso. Credo di non esserne capace. Ho solo il desiderio, forse utopistico, di desiderare l’armonia della realtà a cui l’uomo di ogni tempo è chiamato ad esprimersi, a lavorare e a vivere. È proprio questa armonia, questa realizzazione dell’uomo insieme all’altro uomo, l’unica cosa di cui il mondo, di ieri, di oggi e di domani, ha bisogno. Voglio studiare e lavorare per questo, per costruire una realtà migliore.

Edorardo AurinoEdoardo
Così come Serena e Pasquale, sono quasi giunto alla fine del percorso formativo universitario. Durante gli anni ho maturato una passione sempre crescente verso l’architettura, la progettazione architettonica e le arti grafiche in generale. Mi piacerebbe approfondire le conoscenze in merito alla comunicazione grafica e la sociologia applicata all’architettura.

Raccontateci “Roots”: come nasce, come si sviluppa, cosa diventerà…

Serena GiudittaSerena
Roots, ovvero “radici” nasce dal primo pensiero che abbiamo avuto: l’architettura è per le persone; dunque a chi ci rivolgiamo?  Dalla risposta è scaturito il concept, che riguarda la fraternità, l’intreccio, l’unione e la condivisione della vita per rafforzarsi e crescere. Idee, tra l’altro, che coincidono con alcuni degli obiettivi dell’associazione che vivrà questa Casa. Dall’analisi del passato e dell’esistente è venuto fuori il progetto di recupero: partire dalle radici per guardare non al futuro, che spesso ci appare troppo astratto, ma alla Casa di Domani!
Quello che diventerà lo scopriremo presto insieme… Ci auguriamo di portare avanti le idee e i valori che hanno dato vita a questo bel lavoro di team.

Pasquale CuccoPasquale
Stavamo cercando un titolo al nostro progetto, ne abbiamo pensati molti ma ognuno mancava di qualcosa, non era convincente, non era quello giusto. Roots nasce da una birra in un bar una sera di dicembre, guardando le persone fuori in una piazza, pensavo che ognuno aveva la sua storia, i suoi dolori, le sue gioie, i suoi problemi. I nostri passi camminano nel mondo intero ma le nostre radici restano in un luogo preciso, ci dicono chi siamo e chi vogliamo essere ed esse non mentono. Quindi mi sembrava un buon punto di partenza per il progetto, soprattutto avendo a mente i destinatari, quei giovani con una storia e delle radici che difficilmente si cancellano ma che insieme possono diventare una forza, sicuramente sarà così. Credo che oggi l’unica via possibile di salvezza sia racchiusa in una parola magica: condivisione, di tempo, di spazio, di talento. In un contesto individualista e carrierista come quello di oggi ci salva sapere che “io è un altro” e costruire così con l’altro, piano piano e con pazienza, germi di felicità. La condivisione è il tratto migliore del nostro lavorare e agire, migliorare le condizioni, creare nuovi scenari di incontro e convivenza. Roots vuole essere questo.

Edorardo AurinoEdoardo
Roots almeno secondo il mio parere può essere visto da due diverse prospettive. Le radici sono il simbolo forte di appartenenza alla Terra, e contemporaneamente di solidità e resistenza a tutto ciò che è esterno. Tale considerazione può essere trasposta anche all’edificio, ma più in generale a tutta l’architettura. Inoltre le radici sono il simbolo attraverso il quale l’umanità riesce a riconoscersi come parte integrante della storia del mondo. Ogni uomo riconosce inconsciamente che la propria esistenza non è un evento isolato, improvviso, ma è legato ad eventi che si insinuano in profondità ed in modo contorto nel passato.  Ogni individuo, poi, ha una propria storia. Giorno dopo giorno realizza ciò che è, e ciò che sarà, attraverso gli eventi che si susseguono. Da qui scaturisce la necessità di porre al centro di ogni discussione e decisione progettuale la singolarità, l’importanza di ogni persona. Cosa diventerà roots? Come cantava Battisti “…lo scopriremo solo vivendo…”

Pensavi di poter vincere questo contest?

Serena GiudittaSerena
La vittoria è stata assolutamente inaspettata! Certo è che credevo molto nel progetto: infatti nei momenti difficili ero io il traino motivatore per non mollare e continuare a sforzarci di far emergere idee vincenti e sempre migliori delle precedenti! Nulla è impossibile, a quanto pare abbiamo vinto…

Pasquale CuccoPasquale
Assolutamente no, ovvio ci speravo. Ma mi dicevo che ci sarebbero stati altri nove candidati con noi, non sarebbe stato facile. Poi sono molto critico con quello che faccio, quasi mai sono soddisfatto, forse esagero. Mi dicevo che sicuramente ci sarebbe stato qualcuno più bravo di noi, invece..

Edorardo AurinoEdoardo
Ero certo, così come Serena e Pasquale, di aver svolto un buon lavoro, ma non si pensava affatto di poter vincere, visto il numero totale dei partecipanti e della qualità dei progetti finalisti. La vittoria è arrivata così inaspettatamente che facciamo ancora fatica a capacitarcene.

Come avete vissuto la proclamazione? Com’è stato il 14 aprile?

Serena GiudittaSerena
L’evento è stato ben organizzato e la location era gradevole e giovanile. La proclamazione è stata un’emozione indescrivibile, un vortice di emozioni che ricorderò sempre. La vittoria (inaspettata) ci ha portato grande soddisfazione e riconoscimento anche nell’ambito universitario, e spero sarà solo l’inizio di un bel percorso professionale. Grande la sorpresa nel conoscere colleghi motivati ed entusiasti quanto noi nel fare architettura e soprattutto gli organizzatori dell’evento, che si distinguono nel panorama nazionale per lo slancio innovativo verso giovani universitari con possibilità di sperimentazione e di formazione nuove.

Pasquale CuccoPasquale
È stato tutto così veloce e inaspettato che ancora fatico a crederci. Sono molto felice di aver incontrato chi ha organizzato tutto con passione e dedizione e chi, come noi, ha partecipato al concorso, tutti ragazzi molto preparati e simpatici, spero possa esserci occasione di incontrarli di nuovo.

Edorardo AurinoEdoardo
Purtroppo per motivi logistici non ho potuto partecipare all’evento, ma ex post, dal video pubblicato sulla pagina Facebook “Osservatorio sulla Casa” sembra che l’organizzazione sia stata impeccabile.

Come sei venuto a conoscenza del concorso? 

Serena GiudittaSerena
Ho saputo del concorso tramite la pagina Facebook “Osservatorio sulla Casa” sponsorizzata.

Pasquale CuccoPasquale
Ho conosciuto il contest tramite Serena, la più social del gruppo, che mi ha letteralmente trascinato in questa impresa, superando tutte le mie perplessità e incertezze, non è stato facile. Ma meglio così, le cose facili non ci piacciono…

Edorardo AurinoEdoardo
Tramite la mia collega Serena che ha intercettato il bando su Facebook. Diciamo che lei sia la più “social” dei tre.

Conoscevi Leroy Merlin prima di partecipare? 

Serena GiudittaSerena
Certo, a mio avviso è una delle aziende di riferimento per il suo settore.

 

Pasquale CuccoPasquale
Si, lo conoscevo ma, come credo tutti, solo per i prodotti che produce e vende. Avevo già acquistato sul sito web. Non sapevo della sua attenzione all’innovazione e alla sperimentazione continua e instancabile, nonché della passione dell’azienda per i giovani e la loro formazione.

Edorardo AurinoEdoardo
Certo che si! Sono stato svariate volte al centro Leroy Merlin di Casoria in provincia di Napoli.

Pensavi di poter vincere questo contest?

Serena GiudittaSerena
Come dicevo prima, la vittoria è stata assolutamente inaspettata! Certo è che credevo molto nel progetto: infatti nei momenti difficili ero io il traino motivatore per non mollare e continuare a sforzarci di far emergere idee vincenti e sempre migliori delle precedenti! Nulla è impossibile, a quanto pare abbiamo vinto…

Pasquale CuccoPasquale
Assolutamente no, ovvio ci speravo. Ma mi dicevo che ci sarebbero stati altri nove candidati con noi, non sarebbe stato facile. Poi sono molto critico con quello che faccio, quasi mai sono soddisfatto, forse esagero. Mi dicevo che sicuramente ci sarebbe stato qualcuno più bravo di noi, invece..

Edorardo AurinoEdoardo
Ero certo, così come Serena e Pasquale, di aver svolto un buon lavoro, ma non si pensava affatto di poter vincere, visto il numero totale dei partecipanti e della qualità dei progetti finalisti. La vittoria è arrivata così inaspettatamente che facciamo ancora fatica a capacitarcene.

Qual è stato, secondo te, l’elemento che ti ha portato alla vittoria? 

Serena GiudittaSerena
Credo che due siano stati gli elementi vincenti: in primo luogo l’empatia verso l’utenza, quindi l’accuratezza nello scegliere soluzioni formali per rispondere alle esigenze delle persone; in secondo luogo l’attenzione per il dettaglio delle idee proposte. Ci era richiesta la fattibilità, dunque non ci siamo limitati a esporre semplici idee, ma abbiamo ragionato, da ingegneri edili/architetti, su come realmente funzionassero gli elementi pensati l’uno con l’altro. Per cui abbiamo analizzato tutto ciò che poteva essere utile ai fini delle scelte progettuali, impiantistiche e formali del progetto proposto.

Pasquale CuccoPasquale
Non so, dovremmo chiederlo alla giuria. Sarei presuntuoso a dire una cosa anziché un’altra, forse l’attenzione ai dettagli. Uno degli architetti che ha rivoluzionato il modo di fare architettura, Mies Van de Rohe, diceva “God is in the details”. Mi impressiona molto e cerco sempre di lavorare in questa direzione.

Edorardo AurinoEdoardo
Penso che l’elemento fondamentale sia stato l’integrazione tecnologica energetica e la sapiente tecnica dell’architettura.

Che cosa consigli ai ragazzi che partecipano quest’anno?

Serena GiudittaSerena
Il mio consiglio è innanzitutto di lavorare in team. Il lavoro di gruppo è sempre la migliore scelta, a mio avviso. Allo stesso tempo di scegliere un buon team equilibrato con cui avere uno scambio costruttivo di idee per un fine comune.
Altro consiglio è di non porsi mai limiti e preconcetti, e di pensare sempre alle persone quando si progetta architettura. Di orientarsi verso un’architettura che ci rappresenti, che ci somigli!

Pasquale CuccoPasquale
Sicuramente consiglio di mettersi in gioco, lavorare senza riserve e con coraggio. Lavorare in gruppo, anche se questo potrebbe costare fatica e critica, per questo va ricercato e non fuggito, disponendosi con intelligenza intorno al progetto. Non bisogna pensare di essere indispensabili, bisogna cercare di essere importanti. Le idee migliori nasceranno sempre insieme.

Edorardo AurinoEdoardo
Di pensare all’edificio come un manufatto realizzato in tutto e per tutto per gli utenti. L’architettura è  per l’uomo.