Calcolo illuminazione di una stanza: regole per dimensionare le luci

Quando si progetta un ambiente si pensa subito a come arredarlo in maniera funzionale. In realtà non bisogna sottovalutare lo studio della sua illuminazione, in quanto è uno dei principali fattori che ne determinerà il comfort.

Basi di illuminotecnica per calcolare l’illuminazione di una stanza

Per decidere quante lampade posizionare in una stanza, dove collocarle e che tipo di lampadine utilizzare bisogna conoscere almeno i tre concetti base dell’illuminotecnica: il flusso luminosol’illuminamento e il colore della luce.

Il flusso luminoso, misurato in lumen, è la quantità di luce che emette una lampada. Dipende principalmente dalla forma della lampada e dalle lampadine utilizzate.

L’illuminamento, misurato in lux, è invece il rapporto tra il flusso luminoso e la superficie illuminata. Quindi:

lux=lumen/mq

Esistono dei valori di massima di illuminamento da tenere di riferimento a seconda della stanza che si prende in considerazione. Per esempio per le zone living sarebbero indicati 150 – 200 lux, in cucina 200 – 250 lux. Per i luoghi di lavoro esistono addirittura delle regole, indicate nella Normativa UNI EN 12464-1/19. In questo caso si devono considerare anche una serie di regole aggiuntive, come quelle sull’abbagliamento.

luci cucina moderns

Il problema è però che, quando si acquista una lampada, l’unico valore riportato sulla confezione è il consumo in watt, ovvero la potenza, e non i lumen o i lux. Inoltre, non esiste una regola univoca per trasformare i lux o lumen in watt perché dipendono dal tipo di lampada (led, a incandescenza, fluorescente, ecc.) e dalla sua efficienza energetica.

Come fare allora? Se non si è un professionista diventa complicato progettare l’illuminazione di una stanza utilizzando calcoli precisi, perchè sarebbe necessario conoscere ulteriori informazioni di illuminotecnica, che richiedono conoscenze fisiche e matematiche un po’ più evolute. Ci vengono in aiuto alcuni tool online, che partendo dal numero di lux (da considerare a seconda della stanza che vogliamo illuminare), dai metri quadri dell’area da illuminare e dalla tipologia di lampadina che vorremmo comprare, ci indicano il corrispondente valore in Watt.

Ricordiamo inoltre che la luce ha un colore più caldo o più freddo a seconda del suo calore: lampadine con indicato 2000 – 3500° K emettono una luce più gialla, la luce naturale è 3500 – 4500° K, mentre oltre i 4500°K si inizia ad avere una connotazione più bluastra. Anche questo è fondamentale da considerare per capire quali lampadine utilizzare per avere l’illuminazione desiderata e del colore giusta in ogni stanza. Per le zone relax sono consigliati le luci calde, mentre per le aree di attività diurne le luci fredde.

Scegliere l’illuminazione senza essere professionisti: 7 regole fondamentali

Se non si ha la possibilità di rivolgersi ad un professionista nella progettazione dell’impianto illuminotecnico e si preferisce procedere con il fai-da-te, sarebbe bene tenere a mente alcuni punti per ottenere un ambiente confortevole ed evitare errori piuttosto diffusi.

1. Meglio avere più punti luce di tipi differenti con interruttori distinti

Se si progetta una zona living sarebbe meglio avere una luce diretta e più focalizzata sul tavolo da pranzo, e una luce diffusa per le zone lettura o salotto, e magari delle applique o faretti per quadri o mensole su cui focalizzare l’attenzione.

In cucina invece si può avere una illuminazione centrale, ma sarebbe bene avere delle luci anche sotto ai pensili per non avere ombre quando si utilizzano i piani lavoro.

sala da pranzo illuminata

2. Utilizzare i dimmer

Poter regolare la quantità di luce di una stessa sorgente luminosa permette di poter declinare uno stesso ambiente al gusto di diversi fruitori, o diversificare le attività da svolgervi.

3. Considerare i fruitori della stanza

Pensiamo, ad esempio, alle camerette dei bambini, dove le lampade con piantana possono diventare un pericolo. Oppure alle zone studio, dove è necessaria una maggiore illuminazione sulla scrivania, evitando però il fastidio dell’abbagliamento da luce diretta.

4. Non dimenticarsi degli angoli bui

Armadi, nicchie, scale vengono spesso illuminati in maniera diffusa dall’esterno, ma si rivelano poi di difficile fruizione. Con tutte le soluzioni a led però, con o senza la necessità di predisposizione elettrica, è possibile fornire un’illuminazione soddisfacente anche per questi angoli difficili.

5. La lampadina dal colore giusto

La luce calda è più avvolgente e dà un senso di casa, mentre quella fredda è più asettica e si sposa meglio a zone high-tech.

Considerate, poi, che la luce calda rende meglio il colore dei vestiti, ed è quindi da prediligere all’interno delle cabine armadio. Inoltre mai mettere nello stesso ambiente lampade con luce di calore nettamente differente: creerebbe un’evidente stonatura.

6. I faretti ad incasso solo per le zone di passaggio

Sono soluzioni che non permettono flessibilità, e sarebbe bene utilizzarli solo in zone di passaggio che difficilmente cambieranno arredo o destinazione d’uso nel tempo.

7. I colori delle pareti assorbono luce

In una stanza con pareti tinteggiate con colori chiari, le sorgenti luminose hanno maggiore efficacia perché i muri riflettono più luce. I colori più scuri, al contrario, fanno sembrare l’illuminazione più fioca.

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