Caldaie a condensazione: cosa sono e come sono fatte

Rispetto alle classiche caldaie a gas, le caldaie a condensazione rappresentano una vantaggiosa alternativa sia in termini di efficienza che dal punto di vista dell’affidabilità. Si tratta di una soluzione che offre numerosi pregi, sia per la sua capacità di abbattere le emissioni inquinanti, sia perché aiuta a ridurre i costi in bolletta. In più, contribuisce a ottimizzare la resa energetica che viene garantita dall’impianto di riscaldamento domestico.

Ecco perché in previsione dell’arrivo della stagione invernale può essere una buona idea quella di cambiare la vecchia caldaia per installarne una a condensazione: un investimento interessante, dal punto di vista economico e non solo, per spendere meno pur di avere in casa un tepore ideale.

la caldaia a condensazione

Come funziona la caldaia a condensazione

Ma qual è il principio che sta alla base del meccanismo di funzionamento delle caldaie a condensazione? La differenza più significativa rispetto ai modelli tradizionali è rappresentata dal recupero del calore che proviene dai fumi di combustione.

Infatti, in una caldaia classica il vapore acqueo finisce nel camino e si disperde in atmosfera: di conseguenza viene impiegata unicamente una parte del calore latente che si produce per effetto della combustione del gas.

Nel caso di una caldaia a condensazione, al contrario, tutto il calore che è presente nel vapore acqueo e nei fumi di scarico viene recuperato e sfruttato, così che possa essere trasformato in energia.

Quanto si spende

Sul mercato si possono trovare numerosi modelli di caldaie a condensazione, di tante marche differenti. Nella valutazione dei costi complessivi non ci si deve limitare unicamente alla considerazione del prezzo, ma occorre tenere conto anche delle spese di certificazione e di installazione, senza dimenticare tutto ciò che ha a che fare con la fornitura dei tubi e con la loro posa.

In linea di massima, come abbiamo già visto parlando dei vari tipi di caldaia che si possono installare, una caldaia a condensazione da 24 kw ha solitamente un costo minimo di 900 euro, a fronte dei 500 euro di un modello a camera stagna. Ovviamente per essere certi di risparmiare vale la pena di mettere a confronto le offerte dei diversi produttori.

In genere, una caldaia a condensazione da 20 kw costa più o meno un migliaio di euro, e si sale di circa 500 euro per una versione da 30 kw. È chiaro che più cresce il livello tecnologico e più aumentano i prezzi. Per farvi un’idea più precisa dei costi, potete dare uno sguardo voi stessi a siti online come desivero.com nella sezione caldaie a condensazione.

Perché una caldaia a condensazione costa di più?

Una delle ragioni per le quali una caldaia a condensazione ha un prezzo più elevato rispetto ai modelli tradizionali va individuata nel fatto che essa deve resistere agli acidi che sono presenti all’interno dei vapori di scarico che si condensano. Per i tubi, il costo medio si aggira sui 50 euro al metro.

Quanto si risparmia

Grazie al suo particolare funzionamento, una caldaia a condensazione permette di risparmiare in media il 35% dell’energia nel confronto con un modello tradizionale. I fumi di scarico vengono espulsi dall’edificio a una temperatura inferiore, e l’impianto trattiene la maggior parte del calore che viene prodotto.

Il calore stesso, pertanto, non è più un prodotto di scarto, ma è a tutti gli effetti energia utile, che si può usare tra l’altro per la produzione di acqua calda sanitaria senza che vi sia la necessità di ricorrere ad altri combustibili. Minore è la temperatura del circuito e più alto è il risparmio di energia nel complesso. Ovviamente si risparmia ancora di più se oltre alla caldaia a condensazione si ha a disposizione un sistema solare termico.

caldaia a condensazione

Ottimizzare le spese energetiche

I costi energetici, pertanto, possono essere ottimizzati grazie al sistema di riscaldamento. Ipotizzando che la caldaia a condensazione venga installata in una casa in cui è presente un impianto a pavimento radiante con una temperatura media compresa fra i 25 e i 30 gradi, i costi energetici possono essere abbattuti di un quinto, a fronte di una riduzione pari al massimo a un decimo in presenza di un impianto di riscaldamento basato sui radiatori tradizionali.

Questa è la ragione per la quale è opportuno valutare con la massima attenzione la condizione di partenza dell’edificio, a livello energetico e dal punto di vista termotecnico. Può essere utile chiedere la consulenza di un professionista del settore per capire se valga o meno la pena di passare a una caldaia a condensazione.

L’aspetto ambientale

Come si è detto, una caldaia a condensazione si rivela efficiente sul piano energetico e con un impatto ambientale ridotto perché abbatte una buona parte di sostanze nocive: questo è possibile in virtù del bruciatore a pre-miscelazione, che permette di limitare le emissioni inquinanti, per esempio di monossido di carbonio e degli ossidi di azoto.

Non solo i consumi sono più bassi rispetto a quelli dei bruciatori classici, ma in più l’impianto di riscaldamento può contare su un rendimento costante e non è soggetto a dispersioni o sprechi. All’interno del dispositivo viene generata una miscela di aria e gas, che rappresenta il sistema di combustione e che soffia senza soluzione di continuità sul bruciatore: si tratta di un flusso che viene controllato in modalità elettronica.

Che cosa è necessario sapere prima di un acquisto

Le caldaie a condensazione, prima di essere messe in commercio, sono sottoposte a verifiche e valutazioni accurate sulla base dei parametri identificati dall’Istituto Italiano Marchio di Qualità; inoltre, vengono sottoposte a controlli periodici. Grazie alle caldaie a condensazione unifamiliari e condominiali è possibile conseguire le certificazioni per l’efficienza energetica note con il nome di certificati bianchi, che hanno un particolare valore economico che si può scambiare sul mercato.

Lo Stato, inoltre, mette a disposizione gli incentivi fiscali che si applicano per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Oltre a ciò, esistono deroghe ed esenzioni che dipendono dagli obblighi di collegamenti a sistemi di evacuazione, canne fumarie o camini. In pratica, secondo la legge i fumi di scarico che vengono generati dalle caldaie a condensazione si possono scaricare in facciata non solo con condotti di evacuazione verticali ma anche con tubi orizzontali.

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