Cappotto termico esterno: cos’è, come viene fatto, pro, contro e costi

Ultimamente si sente sempre più spesso parlare di cappotto termico, collegato anche alla possibilità di ottenere agevolazioni fiscali per opere di ristrutturazione come questa. Se non si lavora nel campo, però, è facile che si abbia solo una vaga idea di cosa ciò voglia realmente significare.

Cerchiamo, allora, di fare un po’ di chiarezza. Innanzi tutto, il cappotto termico è un intervento di ristrutturazione edilizia, ritenuto sempre più necessario perché ha lo scopo di migliorare l’isolamento termico di un edificio e, di conseguenza, eliminare problemi di umidità, muffe e condensa. Il più richiesto è quello esterno, ed è proprio sulle pareti esterne che, in questo caso, viene fatto l’intervento di ristrutturazione.

Prima di vedere più nel dettaglio come viene eseguito il cappotto termico esterno, penso sia utile valutare i pro e i contro di questo intervento. Ci sono persone che si trovano spesso a dover decidere, in una riunione condominiale ad esempio, se dare o meno l’approvazione per lavori di ristrutturazione. Nel caso del cappotto termico, è bene essere preparati, per capire se è davvero ciò di cui si ha bisogno.

lavori cappotto termico esterno

Cappotto termico esterno: quali sono i vantaggi?

Isolamento termico vuol dire, innanzi tutto, meno spese di energia per riscaldare gli ambienti in inverno o per raffreddarli in estate. Per questo motivo, il cappotto termico esterno viene considerato un intervento di riqualificazione energetica di un edificio. Lo scopo è quello di creare, per quanto possibile, la possibilità di avere una temperatura costante nelle nostre case, nonostante il clima esterno.

Non essendoci sbalzi di temperatura significativi, la qualità della vita nostra e di chi vive con noi (animali compresi) migliora sensibilmente. Con il cappotto termico esterno, si crea un ambiente in cui l’umidità viene ridotta il più possibile. Questo fa sì che funghi, batteri e muffe non si sviluppino. Anche le pareti delle nostre case ne trarranno beneficio: se il lavoro di ristrutturazione verrà fatto bene, non si avranno problemi di crepe nel tempo.

Con minori consumi energetici, inoltre, inquiniamo anche meno. Se il lavoro è fatto bene, poi, questa opera di ristrutturazione potrà durare anche 50 anni. Non dover continuamente intervenire, in tempi brevi, con altri lavori è sicuramente un grande vantaggio.

A seconda del materiale isolante utilizzato, ci può anche essere un isolamento acustico.

Quali sono, invece, gli svantaggi?

Sicuramente avere il palazzo circondato da impalcature e sentire i rumori dei lavori (che possono anche durare settimane a seconda della grandezza dell’area che necessita l’intervento) non è gradevole.

Il più grande svantaggio, però, è il prezzo della ristrutturazione, al punto da generare vere e proprie discussioni tra gli abitanti della struttura. Il lavoro dev’essere fatto da una ditta specializzata. L’importo speso da ogni inquilino potrà essere, però, detratto fiscalmente in 5 anni (per ulteriori dettagli, è bene consultare il proprio commercialista). Inoltre, pagheremo meno per riscaldamento e uso del condizionatore.

Come viene fatto il cappotto termico esterno?

Questo intervento prevede un vero e proprio rivestimento delle pareti esterne dell’edificio. La parte più importante del materiale utilizzato è composto dai pannelli isolanti. Possono essere di diverso tipo (sintetici, minerali o naturali) e determinano la durata e la qualità del cappotto termico.

I materiali sintetici sono i più economici e forniscono prestazioni di bassa qualità. I materiali minerali (ad esempio: lana di roccia, lana di vetro, perlite espansa), invece, sono usati molto spesso per questo tipo di ristrutturazione: sono molto resistenti, anche al fuoco e hanno un ottimo potere di isolamento termico. Infine, i materiali naturali sono anch’essi molto affidabili, ma molto costosi. Fibra di legno e sughero sono i più richiesti: isolano anche acusticamente e sono estremamente resistenti.

Questi pannelli verranno poi posizionati sulla parete, fissati con tasselli e una rete di supporto e poi ricoperti con prodotti per finitura. Lo spessore del cappotto termico, alla fine dei lavori, dovrà essere di 12-15cm per avere un buon livello di isolamento.

Come determinare il costo del cappotto termico esterno?

Il prezzo varia in base ai materiali utilizzati, ai ponteggi, alle difficoltà che s’incontrano durante la ristrutturazione e dallo stato della struttura dell’edificio. Indicativamente, il costo dei pannelli varia da 40 a 80 euro/mq. Sarebbe bene verificare almeno tre preventivi differenti e l’affidabilità delle ditte che vi offrono il lavoro prima di commissionare l’intervento, in modo da evitare spiacevoli sorprese.