Dove si butta il polistirolo? Le regole per smaltire questo materiale

In questo periodo di crisi, uno dei problemi più evidenti è quello della salvaguardia del nostro pianeta. Troppo inquinamento e troppi rifiuti abbandonati e non differenziati stanno causando problemi climatici notevoli. Una delle tematiche della protesta ecologica perpetrata negli ultimi anni riguarda proprio la raccolta differenziata dei rifiuti.

Non sempre è intuitiva, ogni comune ha delle regole proprie, talvolta complicate da mettere in pratica. Tanti sono quindi gli interrogativi che ci poniamo ogni giorno. Dove butto questo, dove va quell’altro? Un po’ si va ad intuito, un po’ ci si trova davanti a dilemmi quasi esistenziali, come ad esempio: dove si butta il polistirolo?

C’è polistirolo e polistirolo

Polistirolo

Il primo pensiero è che il polistirolo sia come la plastica e di conseguenza vada smaltito insieme ad essa. Non è proprio così. Pur non essendo un materiale biodegradabile, è possibile tuttavia riciclarlo ma occorre avere alcune accortezze. Per poterlo smaltire al meglio, è necessario fare una distinzione e identificare il tipo di polimero che si sta trattando in quel momento.

Il polistirolo è un materiale le cui caratteristiche sono ideali per essere impiegato in diversi modi, tra cui: imballaggi per elettrodomestici, imballi alimentari per prodotti freschi quali carne e pesce, rasoi usa e getta, piatti e posate monouso, isolanti edili, ecc. Da ciò deduciamo che alcune confezioni per alimenti non siano di plastica. Per distinguerle bisogna prestare attenzione a quel triangolino fatto di frecce che ruotano in senso orario con all’interno un numeretto e sotto una sigla.

Nel caso del nostro amico polistirolo, il numero corrispondente è il 6 e la sigla del codice di riciclo è PS. Riuscire ad individuare e comprendere questi elementi è un aiuto fondamentale per realizzare una raccolta differenziata oculata e consapevole.

Dove si butta quindi il polistirolo?

Avendo nominato prima i polimeri, si può facilmente intuire che la sua destinazione sia la stessa della plastica comune. Questa però è una mezza verità, poiché va fatta inizialmente la distinzione per codice (verificare quindi che sia presente la sigla PS che indica il polistirolo) e sarebbe poi opportuno compiere alcune semplici ma importanti azioni. Per quanto riguarda gli imballi alimentari, essi sono ripulire bene da eventuali residui di cibo. Separare eventuali componenti di cartone. Ultimo, ma non per importanza, richiedere per una maggiore chiarezza i regolamenti per la raccolta differenziata al proprio comune o regione di residenza.

Tendenzialmente, nella maggior parte delle città vengono distinti il polistirolo espanso dal polistirolo “classico”. Il primo, che solitamente è quello usato per imballi di elettrodomestici e in edilizia, va smaltito con il secco indifferenziato. L’altro, quello usato per incarti alimentari, va buttato insieme alla plastica.

Vi sono poi altri tipi di polistirolo che vanno smaltiti direttamente nelle stazioni o isole ecologiche, le cosiddette discariche. È sempre bene in caso di dubbio consultare la società di riferimento. Ogni attività di smaltimento e riciclo, se mal effettuata può causare un incremento dell’inquinamento e rendere vani gli sforzi fatti finora.

Imballaggio di polistirolo

L’alternativa allo smaltimento: il riciclo fai da te!

Una simpatica via di uscita dai meandri della raccolta differenziata la si può trovare nel riciclo casalingo, come abbiamo già visto per cd e dvd, per il legno e per le lampadine. Una prima semplicissima opzione è quella di spezzettarlo e riutilizzarlo come imballaggio per oggetti fragili che vogliamo impacchettare e conservare in soffitta.

Un altro metodo di riutilizzo visto spesso in televisione è trasformare le vaschette alimentari, dopo un’accurata pulizia, in cassettine porta oggetti, come ad esempio i divisori per le posate. Ma non solo, il polistirolo si presta bene anche come elemento decorativo, in quanto si tratta di un materiale facilmente malleabile. Si pensi ad esempio agli addobbi per gli alberi di natale, centri tavola, sottobicchieri, sottopiatti, ecc.

Via libera quindi ai creativi amanti del riciclo homemade! Se invece non avete la vena artistica ma avete comunque a cuore il tema della raccolta differenziata, seguite poche semplici drittte e il gioco è fatto.

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