Dove si butta l’olio secondo le regole della raccolta differenziata?

L’olio alimentare, quello comunemente prodotto in cucina, è tecnicamente definito olio esausto. Si produce cuocendo i cibi, ad esempio attraverso la frittura, ma anche solo condendo un’insalata o con l’olio in scatola del tonno!

Una volta utilizzato l’olio diventa un vero e proprio rifiuto. In quanto tale, nell’ottica della differenziazione dei rifiuti e per il rispetto dell’ambiente, va smaltito nel modo giusto. Ma non tutti sanno come! Dopo aver visto come smaltire ceramica, lampadine, tetrapak, vasi di plastica, alluminio, cd e dvd, ecco come gestire l’olio esausto.

Come smaltire correttamente l’olio esausto

Olio

L’olio da frittura o esausto non è un elemento biodegradabile o organico. Ecco perché non va eliminato tramite scarichi o trattato come rifiuto organico. Per attenersi alle regole che ne sanciscono un corretto smaltimento, questo olio va riposto in appositi contenitori. Sono i così detti raccoglitori per olio esausto, forniti generalmente dal servizio di raccolta differenziata della propria città, appositamente realizzati così da poterli tenere in casa e non avvertire cattivi odori.

Una volta riempito, il contenitore si porta presso le isole ecologiche dislocate nelle città oppure si concorda un appuntamento nei luoghi in cui provvedono al ritiro porta-a-porta. Esiste anche un’altra possibilità. Alcuni distributori di benzina e supermercati sono organizzati per questo ritiro. Insomma, le opzioni sono molteplici ed è un procedimento molto semplice da mettere in pratica. Basta solo organizzarsi.

Quali danni provoca uno smaltimento errato

Sia in casa che nelle industrie alimentari si produce quotidianamente questo rifiuto che ha un alto potere inquinante. L’olio esausto non deve essere disperso nell’ambiente perché può rivelarsi molto dannoso. Esiste un protocollo che ne stabilisce il corretto smaltimento ma poco conosciuto dalla maggior parte delle persone. Solitamente cosa si fa?

Per non conoscenza della questione o per negligenza, in molti casi questo tipo di olio viene riversato nei lavandini delle cucine o negli scarichi, domestici o aziendali. I danni possono essere tanti. Eliminare l’olio esausto negli scarichi può comportare l’inquinamento di terreni circostanti, i pozzi che erogano acqua potabile ed ancora il mare. In quest’ultimo caso a farne le spese sono i pesci. C’è chi pensa sia un concime naturale per le piante, in realtà indebolisce il terreno arrecando un notevole danno. Inoltre, può essere compromesso il funzionamento degli scarichi perché l’olio esausto riversato al loro interno intasa la rete idrica e rallenta il sistema di depurazione.

Insomma, non sono certamente pochi in danni che può causare un errato smaltimento di questo rifiuto. Danni che si verificano poiché non si tratta di un prodotto organico e biodegradabile.

Le aziende che smaltiscono l’olio esausto

È lecito domandarsi che fine faccia questo rifiuto una volta arrivato nei vari punti di raccolta. Esistono aziende specializzate che che lo recuperano per renderlo riutilizzabile in altri ambiti. L’olio esausto, una volta recuperato, può diventare lubrificante per veicoli, ma anche fonte di glicerina per il sapone. Insomma, partecipare al suo smaltimento conviene per il benessere proprio e dell’ambiente in cui si vive.

Cosa fare?

olio da cucina

Partecipare al corretto smaltimento dell’olio esausto è sicuramente un dovere che va rispettato con alto senso civico. Come bisogna, allora, organizzarsi per partecipare al meglio alla raccolta differenziata di questo elemento? La prima cosa da fare è procurarsi il tipo di contenitore giusto che può essere successivamente riutilizzato.

Il secondo passo da fare è individuare il o i luoghi più comodi, magari nei pressi di casa, presso i quali recarsi per depositarlo negli appositi contenitori che lo raccolgono. Oppure, in alcune città la raccolta avviene a domicilio, con un giorno prestabilito in cui esporre i contenitori, come già avviene per la raccolta differenziata porta a porta. In questo caso si possono usare anche delle comuni bottiglie di plastica.

Insomma, non si tratta di un procedimento complicato. Occorre sicuramente un pò di accortezza e tanta buona volontà da parte di ognuno.

Attraverso questa piccola azione si può contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente che è una proprietà di tutti. Ne va del benessere proprio e di chi è più caro. Non a caso D.lgs. 22/97 art. 47 il 1° ottobre 1998, modificato dal D.lgs. 152/06 art. 233 e s.m. ha introdotto il Caone, un organo di vigilanza che si occupa di verificare che la filiera dell’olio esausto segua procedure corrette e rispettose dell’ambiente.

Utilizziamo diversi tipi di cookie per garantirti un'esperienza di navigazione ottimale. Troverai abilitati solo quelli che permettono il corretto funzionamento del sito e l'invio di statistiche anonime sul suo utilizzo.

Vuoi abilitare anche i cookie opzionali per le finalità indicate nella Privacy e Cookie Policy?

SI NO