Dove si buttano i pannolini? Indicazioni per gli usa e getta e i lavabili

Un bambino sin dai primi giorni di vita deve essere cambiato dalle 4 alle 10 volte in un giorno. Di conseguenza, tra le tante spese che si devono sopportare, un posto di rilievo viene rivestito dal costo dei pannolini.

Successivamente, i pannolini usati devono essere smaltiti e, di conseguenza, viene prodotta una enorme quantità di rifiuti ogni giorno. Anche la produzione di rifiuti rappresenta un costo che ricade sull’intera collettività e ha degli effetti negativi sull’ambiente e anche sull’economia.

In un ottica di salvaguardia ambientale e di rispetto dell’ecosistema è necessario smaltire correttamente i pannolini così come tutte le altre tipologie di rifiuti.

Come si esegue la raccolta differenziata per i pannolini

Pannolini non riciclabili

I pannolini per bambini devono essere buttati nel contenitore del secco o indifferenziato, come avviene per gli assorbenti femminili e i cotton fioc per esempio. In alternativa, possono essere consegnati al centro di raccolta materiali che si trova in ogni Comune.

Si tratta di un rifiuto difficilmente smaltibile, in quanto è molto resistente e non si deve mai gettare in acqua o lasciarlo abbandonato, perché impiegherebbe centinaia di anni a decomporsi. In alcuni comuni ci si può iscrivere invece a un elenco aventi diritto e viene fornito un apposito contenitore in cui riporre tutti i pannolini, che vengono poi ritirati uno e due volte alla settimana.

In commercio, si trovano anche dei pannolini compostabili che, invece, possono essere gettati nel contenitore dei rifiuti organici. Questi pannolini sono stati realizzati con materiali che sono di origine naturale e quindi il loro smaltimento è più facile. L’unico punto debole è il costo piuttosto elevato, ma sono la scelta giusta se si vuole rispettare l’ambiente.

In ogni caso, si consiglia di consultare gli uffici comunali per capire le corrette modalità di smaltimento sia dei pannolini tradizionali che di quelli cosiddetti ecologici. Attenzione inoltre alla differenza tra compostabile e biodegradabile, perché un pannolino biodegradabile è meglio di uno classico, ma si deve comunque buttare nel secco. Solo se è compostabile si può buttare nell’umido.

Un cenno a parte, meritano i pannolini lavabili (come questi di BGS per esempio) che, a differenza degli altri, sono riutilizzabili più volte, ovviamente dopo essere stati lavati. Inoltre, questi pannolini riutilizzabili incidono positivamente sull’economia domestica, con un notevole risparmio rispetto a quelli usa e getta. Alla fine della loro vita utile i pannolini in tessuto andranno poi smaltiti come tutti gli altri vestiti.

Come si smaltiranno in futuro i pannolini?

Pannolini lavabili

I pannolini rientrano in una categoria di rifiuti difficili da riciclare, proprio a causa del particolare materiale con cui sono realizzati. Tuttavia, nel maggio 2019 il decreto “End of Waste” ha introdotto alcune novità importanti, come la possibilità di riciclare e di riutilizzare i materiali che compongono i pannolini usati che, in passato, finivano nelle discariche o negli inceneritori.

Attualmente, tra pannolini, pannoloni e assorbenti igienici si produce una quantità pari al 4% del totale dei rifiuti solidi urbani. Nel nostro Paese, ogni anno ne vengono smaltiti in discarica circa 900 mila tonnellate, mentre a livello mondiale si arriva a 30 milioni di tonnellate.

Purtroppo, nonostante l’introduzione della recente normativa sullo smaltimento di questi particolari rifiuti, molti Comuni non si sono ancora attrezzati per effettuare la raccolta che permetta questo recupero. Se il decreto End of Waste inizierà a essere rispettato da tutti i Comuni, vi saranno dei notevoli benefici per l’ambiente, con una drastica riduzione delle emissioni di CO2 e con risvolti positivi anche sull’economia.

Si tenga presente che in Italia una delle poche azienda al mondo attrezzata per il riciclo di pannolini e di assorbenti igienici, trasformandoli in nuovi oggetti adatti a imballaggi, ma realizzando anche mollette e grucce.

Da quando è entrata in vigore la nuova legge sul riciclo dei rifiuti, l’azienda ha aumentato il lavoro, ma per il momento alcuni Comuni non si sono ancora attrezzati per la raccolta differenziata dei pannolini che devono essere ancora gettati nell’indifferenziato.

Inoltre, quando si gettano i pannolini nel secco o indifferenziato, si crea un altro problema e cioè il cattivo odore in casa, proveniente dal bidone contenente i pannolini. Per rimediarvi, si possono acquistare nei negozi specializzati, i cosiddetti mangiapannolini (come questo della Foppapedretti).

Si tratta di piccoli bidoni appositamente realizzati per contenere una discreta quantità di pannolini usati e, inoltre, grazie alla loro conformazione riescono a trattenere i cattivi odori emanati dai pannolini, salvaguardando così l’igiene e la pulizia della casa.

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