Dove si buttano le lampadine? Indicazioni per smaltirle in maniera corretta

Quante volte ci siamo chiesti dove si getta questo o quell’oggetto per fare una corretta raccolta differenziata? Le lampadine esaurite, per esempio, a quale tipologia di rifiuti vanno associate? E soprattutto c’è differenza di smaltimento tra i diversi tipi di lampadine? La risposta è sì e, considerando che già rappresenta una difficoltà capire dove gettarne una, pensare di dover fare discorsi differenti per ogni genere di lampadina presente sul mercato può fare un po’ paura. Ma non c’è da spaventarsi! Esiste un metodo pratico ed efficace per differenziare nella maniera corretta questo rifiuto.

A ogni lampadina il suo contenitore

Prima di tutto occorre fare una differenza tra le varie tipologie di lampadina da smaltire. Questo è importante perché da ciò derivano anche le indicazioni precise sul corretto smaltimento delle stesse.

Le lampadine a incandescenza e alogene, infatti, non sono smaltite con raccolta differenziata. Stiamo parlando, per intenderci, di quelle che contengono il filamento metallico nel bulbo. Questo tipo di lampadine deve essere necessariamente gettato nel contenitore dell’indifferenziato.

lampadina a bulbo

Il discorso cambia, invece, per le lampadine a LED. Queste, considerate RAEE, ovvero Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, possono essere portate all’ecocentro comunale, se presente, o presso grossi rivenditori, che si occuperanno dello smaltimento.

La rete offre indicazioni piuttosto precise sui centri in cui è possibile consegnare le lampadine a LED esaurite. È importante non confondersi gettandole nel vetro, lasciandosi guidare dal materiale di cui è fatto il bulbo dell’oggetto. Soprattutto per le lampadine fluorescenti non bisogna optare con leggerezza per il contenitore del vetro, perché il mercurio contenuto al loro interno le classifica come “Rifiuti Urbani Pericolosi”.

Orientarsi nello smaltimento delle lampadine

Esiste, comunque, un metodo per districarsi in questo difficile compito di gettare le lampadine nella spazzatura “giusta”. Tutto ciò che bisogna fare è procedere per esclusione.

Avendo appena imparato che le lampadine non vanno gettate nel vetro per via di componenti, anche interni, che la caratterizzano, l’unica opzione plausibile diventa quella dell’indifferenziato, almeno per quanto riguarda i bulbi a incandescenza o alogeni. Bisogna considerare, comunque, che entrambe le categorie di lampadine non vengono più prodotte, perciò le probabilità di trovarsi di fronte alla necessità di smaltirne una si riducono notevolmente col passare del tempo.

led

Tutte le altre lampadine, quelle a LED, fluorescenti, a scarica ad alta intensità o a vapori di sodio, come già detto, vanno eliminate consapevolmente, senza gettarle nella propria spazzatura quotidiana, ma portandole nei centri specializzati, negli appositi cassonetti RAEE o consegnandole ai rivenditori nel momento stesso in cui si acquista la nuova lampadina. La motivazione non è legata soltanto al proprio senso civico, ma anche al dovere che abbiamo di proteggere la nostra salute e quella degli altri. Le nuove lampadine, infatti, contengono sostanze nocive per ambiente e salute e, quindi, vanno smaltite come Rifiuti Urbani Pericolosi.

Riciclo e creatività

Un’alternativa originale e creativa per smaltire le lampadine non più funzionanti è quella di farle diventare parte di decorazioni, accessori, vasi per piccoli fiori o qualsiasi altra cosa la fantasia possa suggerire.

Una volta svuotato il bulbo, aiutandosi con un cutter o un seghetto per rimuovere la parte terminale e le componenti interne, la lampadina può essere riempita di sabbia o terriccio, per diventare un piccolo vaso per una piantina grassa.

Oppure può diventare una lampada a olio, con tanto di combustibile e stoppino che, una volta accesi, richiamano la funzione originale dell’oggetto con un tocco di creatività personale. Qualche fiore distribuito all’interno e qualche perlina colorata faranno diventare la lampadina un variopinto soprammobile per ogni stanza della casa.

Le possibilità sono veramente tante, basta solo lasciare che la fantasia si faccia largo tra le domande “Dove si butta?” e “Ho fatto bene a gettarla qui?”.

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