Dove si buttano le lattine? La procedura di smaltimento corretta

Le lattine sono sempre più utilizzate a livello industriale, alimentare e non, e di conseguenza sono sempre più presenti nelle case dei consumatori. Al loro interno possono essere contenuti veramente una grande varietà di prodotti che vanno dalle bibite gassate al tonno, dai legumi alle passate di pomodoro fino ad arrivare al mangime per animali e all’olio.

Il loro ampio utilizzo è dovuto al fatto che si tratta di contenitori a tenuta ermetica che permettono una lunga conservazione delle proprietà fisiche ed organolettiche dei vari prodotti riposti al loro interno.

Da dove vengono i dubbi sullo smaltimento

Contenitori in lattina

Ma dove si buttano le lattine? La domanda sembra apparentemente semplice ma basta pensare alla grande varietà di lattine che si trovano sul mercato, al loro diverso utilizzo ed alla loro differente composizione dal punto di vista dei materiali per capire che questa è una domanda tutt’altro che banale o scontata.

Solitamente questa tipologia di contenitori è composta da alluminio che, a sua volta deriva dalla bauxite, un minerale molto importato in Italia, in quanto nel nostro Paese non risulta essere presente in grande quantità. Alternativamente a questo può essere utilizzata la latta che altro non è che lamiera di ferro protetta da uno strato di stagno.

Importanza di riciclare l’alluminio

Sapere quale è la composizione, in termini di materiali, delle lattine che andranno riciclate è di fondamentale importanza perché materiali come l’alluminio, ad esempio, possono essere riciclati più e più volte, quasi all’infinito. Questa tipologia di materiale, inoltre, può trovare vite anche completamente diverse in quanto non raro è il suo impiego anche nell’industria automobilistica, in parti di carrozzeria delle auto ad esempio.

Riciclare l’alluminio è fondamentale anche dal punto di vista della sostenibilità, un tema sempre più sentito ai giorni nostri. Il suo riciclo, infatti, risulta essere di gran lunga meno dispendioso se paragonato ai processi che portano alla sua produzione che richiederebbero ben il novantacinque per cento in più di dispendio energetico.

Questo avviene perché per produrre circa una tonnellata di alluminio sono necessarie sei tonnellate di bauxite, una quantità enorme di materia prima.

Cosa fare prima dello smaltimento

A titolo di curiosità possiamo, generalizzando, dire che le lattine più leggere sono costituite da materiali quali alluminio mentre i contenitori in latta risultano, solitamente, essere più pesanti. In ogni caso entrambe queste tipologie di contenitori vanno buttati nel contenitore dei metalli che, in alcuni casi, corrisponde allo stesso che si impiega per la raccolta dei contenitori di vetro.

È sempre una buona regola, comunque, informarsi sulle regole della zona in quanto queste possono differire anche da comune a comune.

È importante ricordare che le lattine vanno opportunamente pulite con un panno o sotto l’acqua corrente per andare ad eliminare eventuali residui alimentari o di altre sostanze qui contenute che ne andrebbero ad ostacolare le operazioni di riciclo. Praticamente quello che abbiamo già visto per Tetrapak, i vasi di plastica per le piante e altri materiali come i cartoni della pizza.

Altrettanto importante è andare a separare le lattine da altre componenti che devono seguire un’altra via di differenziazione, come, ad esempio, i tappi in plastica, molto comuni nelle latte che contengono un grande volume di prodotto come quelle dell’olio. Anche l’olio stesso segue regole particolari, come abbiamo già visto.

Eccezioni e sigle presenti

Lattine per uso alimentare

Nonostante possa sembrare abbastanza logico da pensare è importante ricordare che i fogli di alluminio, che spesso vengono utilizzati in cucina, non seguono questo percorso di riciclaggio mentre una fine simile alle lattine la fanno le vaschette per alimenti in alluminio comunemente utilizzate nelle cotture o nel trasporto dei cibi, sempre, ovviamente sempre dopo essere stati puliti.

È importante ricordare anche che va controllato che le lattine o i contenitori riportino le sigle ACC per le lattine composte in banda stagnata o AL per quelle costituite in alluminio.

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