Ecobonus 110 per ampliamento di un volume riscaldato: è possibile richiederlo?

La tematica dell’Ecobonus 110 è quanto mai richiesta e periodicamente aggiornata con risposte a quesiti che vengono posti all’Agenzia delle Entrate. Sappiamo come questa detrazione fiscale abbia il gravoso compito di rappresentare un “trampolino di rilancio” per tutto il settore edile, contribuendo a realizzare quei lavori di riqualificazione energetica di cui tanto necessitano la stragrande maggioranza degli edifici italiani.

Tra le numerose domande pervenute all’Agenzia delle Entrate ve ne sono alcune che hanno ottenuto risposta proprio in questi giorni, e quindi a tutti gli effetti rappresentano una novità per il 2021.

Parliamo della possibilità di poter realizzare una ristrutturazione edilizia senza effettuare demolizioni, ma semplicemente ampliando il volume riscaldato: quel che ci si è chiesto e se in questo caso fosse possibile richiedere la detrazione fiscale al 110%, e se si, con quali eventuali limitazioni e per quali casistiche.

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Sappiamo bene quanto la tematica delle detrazioni al 110% sia ancora un cantiere aperto, tant’è che alcuni tipi di lavori hanno ricevuto dei chiarimenti esaustivi solo negli ultimi mesi. “Il consiglio che diamo sempre”, afferma Federico Calvanelli, titolare di CoibentareCasa.it, “è sempre quello di far effettuare un’analisi di fattibilità del progetto a tecnici specializzati, e possibilmente di fiducia, così da poter capire se effettivamente sia possibile richiedere la detrazione del 110%, o se sia il caso di puntare su alternative differenti ma con requisiti meno stringenti, come nel caso delle classiche detrazioni Ecobonus al 50 o al 65%, che sono annualmente rinnovate”.

Ampliamento del volume di un’abitazione: le casistiche analizzate

Addentrandoci in quello che è il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, il caso di partenza è sostanzialmente il seguente: un proprietario di casa unifamiliare (con questo termine si definisce una costruzione destinata ad abitazione per un singolo nucleo famigliare, indipendente da altre abitazioni e spesso munita di giardino) con accesso diretto su strada pubblica, intende ampliare il volume riscaldato dell’appartamento, realizzando uno tra i possibili interventi di riqualificazione energetica, con la finalità di ottenere il tanto agognato miglioramento di due classi energetiche, imprescindibile se si vuole poter fare richiesta dell’Ecobonus 110.

Il chiarimento dell’Agenzia parte da un iniziale recap di quelli che sono i presupposti su cui si basa tutta la struttura della detrazione al 110, in particolare la distinzione tra interventi trainanti e trainati.

Per chi non ne fosse ancora a conoscenza, ricordiamo che gli interventi trainanti sono fondamentali per poter richiedere ed ottenere la detrazione al 110%, mentre i trainati sono interventi che consentono di richiedere la detrazione solo e soltanto se abbinati ad uno o più interventi trainanti!

Rientrano tra i trainanti:

  • l’isolamento termico di superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici, con incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso o dell’unità situata all’interno di edifici plurifamiliari, funzionalmente indipendente e con uno o più accessi autonomi all’estero disponibili. Abbiamo già parlato di questo caso analizzando i costi e i bonus per il rifacimento della facciata di un palazzo;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici;
  • sostituzione di impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari, funzionalmente indipendenti e che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno, situate all’interno di edifici plurifamiliari;
  • interventi che garantiscono la riduzione del rischio sismico e che sono inclusi nel cosiddetto DL relativo al Sismabonus.

Rientrano tra gli interventi trainati:

  • l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici;
  • l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici, da realizzarsi insieme ad interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione, oppure insieme ad interventi che garantiscono la riduzione del rischio sismico;
  • l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, da effettuarsi insieme ad interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione.
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In seguito a questa precisazione, l’Agenzia delle Entrate ha fornito il chiarimento relativo all’ampliamento del volume riscaldato dell’unità familiare senza ristrutturazione.

Secondo l’Agenzia, per gli interventi di ristrutturazione senza demolizione, ma con ampliamento del volume riscaldato dell’edificio, la detrazione fiscale è possibile ma solo per le spese che riguardano la parte esistente prima dell’inizio dei lavori, in quanto ampliare equivale a realizzare una nuova costruzione.

Di conseguenza il proprietario dell’immobile potrà richiedere la detrazione fiscale al 110% mantenendo due fatturazioni separate, una riguardante l’intervento di ristrutturazione, una riguardante l’intervento di ampliamento, ed ottenere il 110 solo per le spese sostenute ai fini della sola ristrutturazione.

E qualora si volesse ottenere un ampliamento volumetrico, successivamente ad un intervento di demolizione, con annessa ricostruzione?

In questo caso, sempre l’Agenzia delle Entrate chiarisce, non sarà possibile richiedere la detrazione al 110%, se non si possiede un titolo abitativo che autorizza i lavori ed attesta allo stesso tempo che essi rispettano i requisiti necessari per ottenere l’Ecobonus 110%.

Nel caso in cui si realizzi questo ampliamento su edifici demoliti e poi ricostruiti, con la finalità di migliorare il livello di rischio sismico, sarà possibile ottenere la detrazione nel caso in cui i lavori di ristrutturazione risultino autorizzati dal titolo amministrativo che riguarda i lavori per i quali si intende usufruire dell’agevolazione.

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E qualora si volesse ottenere l’ampiamento volumetrico, demolendo e ricostruendo l’edificio spostandola dal punto originario in diversa area di sedime, con la finalità di garantire un abbassamento del rischio sismico?

Su questo punto l’Agenzia delle Entrate chiarisce che la detrazione fiscale spetta anche a fronte di interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione, purchè siano inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia”. Di conseguenza è importante comprendere cosa effettivamente vi rientri in questo termine.

Sempre l’Agenzia, di conseguenza, ricorda che si possono considerare interventi di ristrutturazione edilizia “gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’installazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico. L’intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana”

Da questa frase si comprende bene come sia importante, per poter effettuare una richiesta di concessione della detrazione al 110%, la presenza di un permesso di costruzione valido o di altri titoli abilitativi che supportino il lavoro.

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