Il Gas Refrigerante R32: cos’è e perché viene utilizzato

Le ultime direttive ambientali hanno fortemente modificato l’utilizzo dei condizionatori, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo dei gas refrigeranti. In tal senso, il futuro sembra essere all’insegna di uno di essi: il gas refrigrante R32.

Che cos’è il gas refrigerante R32?

Il Freon 32, comunemente chiamato R32 o difluorometano, è un gas con proprietà refrigeranti comunemente utilizzato nel settore della climatizzazione.

L’R32 è ormai da tempo presente sul mercato, ed è diventato il gas di elezione per gli impianti refrigeranti moderni. Il suo successo è in parte legato alle sue proprietà chimiche, e al fatto che sia virtualmente privo di elementi tossici. A questo proposito, ovviamente il discorso cambia qualora il gas venga liberato all’aria aperta. In tal caso esso necessiterà di un particolare processo di smaltimento per evitare un inquinamento eccessivo.

Un’altra proprietà nota e del gas R32 è la sua non infiammabilità. Questo lo rende nettamente più sicuro in caso di malfunzionamento dell’apparecchio. Per un approfondimento sulla sicurezza dell’R32 consigliamo di leggere l’ottimo articolo di emiliaimpianti.it.

Perché viene utilizzato il Gas refrigerante R32?

Anzitutto è necessario sapere che un fluido refrigerante ha un compito essenziale all’interno di un condizionatore. Esso, infatti, viaggia all’interno delle tubazioni, subendo dei continui processi di condensazione e di evaporazione, permettendo perciò lo scambio di calore tra ambiente esterno ed interno. I processi di condensazione gli permetteranno di passare dallo stato gassoso a quello liquido, viceversa, i processi di evaporazione lo faranno passare dallo stato liquido a quello gassoso.

condizionatore d'aria, split interno

Il tipo di gas utilizzato, a causa delle sue proprietà chimiche, ricopre perciò un’importanza capitale per il corretto funzionamento del macchinario e per l’efficienza dello stesso.

Moltissimi modelli di climatizzatori hanno utilizzato fino a poco tempo fa il gas R32 miscelato con un secondo tipo di refrigerante, anch’esso sottoforma di gas, chiamato R125 e la cui miscela finale prendeva il nome di gas R-410 A. Abbiamo dedicato al gas R410A un articolo apposito, spiegando perchè è stato bandito, e come sostituirlo. Tuttavia, il motivo principale per cui venivano utilizzata la miscela dei due gas era ricercabile nel più basso costo di produzione.

Il coefficiente ODP

In questi ultimi anni, la sensibilizzazione verso le tematiche ambientali ha portato, specialmente in Europa, all’introduzione di una normativa sempre più severa ed eco-friendly.

Gli impianti di climatizzazione, per via della loro sempre più globale diffusione, sono passati sotto la lente di ingrandimento dell’Unione Europea, che ne ha regolamentato l’utilizzo, con il fine di minimizzare l’impatto e i rischi per l’ambiente.

Uno dei parametri maggiormente utilizzati è senza dubbio l’Ozon Depletion Potential, o ODP, che serve proprio ad indicare quanto l’utilizzo di un composto chimico possa andare a danneggiare e consumare l’ozono presente nell’atmosfera terrestre, contribuendo indirettamente al fenomeno dell’effetto serra.

Tuttavia, è bene sapere che sia il gas R-32 sia l’R-410 A presentano un coefficiente di ODP prossimo allo 0.

Ma allora quale può essere il motivo per cui le nuove direttive europee hanno optato per l’utilizzo esclusivo del solo gas R-32 da qui al 2025?

È presto detto: l’ODP da solo non è in grado di stimare il potenziale effetto che un gas serra può avere sull’effetto serra. Per stimare questo potenziale sarà necessario utilizzare un altro parametro, ovvero il Global Warming Potential, o GWP.

Il parametro GWP

L’acronimo GWP serve perciò ad indicare Global Warming Potential, ovvero il potenziale di riscaldamento globale. Questo parametro viene calcolato per ogni gas serra, in maniera molto complessa. Semplificando, potremmo dire che il GWP viene calcolato come sommatoria pesata dei contributi all’effetto serra di ogni molecola di cui è costituito il gas, in maniera relativa rispetto alla CO2. In sostanza, ogni molecola di cui è costituito il gas avrà un impact factor (IF), che verrà rapportato a quello dell’anidride carbonica. Quest’ultima, essendo presa come unità di misura, avrà IF pari a 1.

Inoltre, il GWP può essere calcolato sulla base dell’impatto a lungo o a breve termine. In generale esistono tanti GWP, sulla base dell’intervallo di tempo su cui sono calcolati. Ad esempio il GWP20, il GWP50 e il GWP100 indicheranno, rispettivamente, l’impatto sull’effetto serra a 20, 50 e 100 anni.

IL GWP dell’R-32

Il gas refrigerante R32 ha un GWP100 pari a 675. L’R-410A, ancora largamente utilizzato, e ormai bandito dall’UE, presenta un GWP100 pari a 2090, quindi nettamente superiore. L’UE ha messo infatti al bando i gas con GWP maggiore o uguale a 750.

Conclusioni

Il gas refrigerante R32 risulta essere pulito, economico, maggiormente sostenibile rispetto ai suoi precedessori, oltre che dotato di un ottimo profilo di sicurezza. Per via del suo ottimo profilo e delle nuova direttive dell’Unione Europea, esso diventerà la scelta numero 1 per gli impianti di condizionamento, andando a sostituire la maggior parte degli impianti tradizionali, specie se basati sul gas R410A.

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