Negozi alla spina: come acquistare senza produrre spazzatura

Il tema dei rifiuti e della sostenibilità ambientale è un problema che merita la giusta attenzione, perché riguarda il posto in cui l’essere umano vive e che dovrà lasciare un giorno in eredità ai propri figli: la terra. Crediamo sia importante trasferire agli altri l’impegno e la dedizione verso un consumo più sostenibile, per questo parliamo spesso di raccolta differenziata e di come creare una casa che sia il più possibile ecologica e sostenibile.

confezioni di frutta con contenitori monouso

Il peso della spesa per l’ambiente

Il primo passo per rendere le persone più consapevoli è portarli alla conoscenza dei fatti e prendere coscienza delle proprie azioni giornaliere, anche di quelle più banali come fare la spesa. Sapevi che quando fai la spesa al supermercato la metà del volume occupato da quel che metti nel carrello finirà dritto nella spazzatura? Ebbene sì. Senza rendersi conto, ogni anno si producono milioni di tonnellate di rifiuti solo facendo la spesa, a causa degli imballaggi di plastica, cellophane, polistirolo e cartone che vengono impiegati dalle industrie alimentari per confezionare i prodotti destinati al consumo quotidiano.

Di questo passo gli stessi rifiuti acquistati durante le compere per le esigenze quotidiane come pacchi di pasta, buste, lattine, retine, barattoli, contenitori Tetra Pack e imballaggi vari finiranno per ricoprire le strade, i campi e gli oceani in un futuro sempre più prossimo, creando un irreversibile impatto ambientale.

Una soluzione intelligente consisterebbe nell’effettuare una spesa più sostenibile e consapevole, evitando inutili imballaggi in plastica che, una volta a casa, finiscono dritti nel cestino. Ad esempio, nel reparto ortofrutta del supermercato si potrebbe optare per ortaggi sfusi da pesare con i sacchetti biodegradabili alla bilancia piuttosto che acquistare l’intero pacco in rete o in vassoi di plastica. I sacchetti, una volta a casa, possono essere reimpiegati per raccogliere altra spazzatura o conservati per riporre altri utensili in diverse occasioni.

Inoltre, abbiamo già visto come il bicarbonato e l’aceto siano degli ottimi alleati per la pulizia della cucina, nella creazione di detersivi per la lavastoviglie per esempio, o per lavare il microonde. Un’altra soluzione, se non si vuole ricorrere a questi prodotti fai da te, è comprare i prodotti alla spina. Ma non solo per i prodotti per la casa, ma anche per il cibo e qualsiasi altro prodotto che si presti ad essere venduto in questo modo.

Vendita alla spina: una soluzione sostenibile

vuoto a rendere

Tra le ultime frontiere in tema di ecosostenibilità ci sono i negozi alla spina. Si tratta di una pratica da sempre usata nel corso della storia nelle varie botteghe alimentari di una volta ma che si è persa negli ultimi decenni con l’apertura di grossi centri commerciali e con il trattamento a lunga conservazione dei prodotti. Un costume che ricorda i vecchi “vuoti a rendere”, in cui il contenitore, ad esempio la bottiglia del latte, veniva lasciato fuori dalla porta di casa una volta svuotato per poi essere recuperato dai rifornitori e riempito per una nuova consegna.

Oggi i negozi alla spina sono una realtà riproposta con grande richiesta degli ecologisti e amanti dell’ambiente. Cereali, biscotti, pasta, legumi, spezie, bevande ma anche prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa sono disponibili impiegando flaconi e contenitori di recupero per il trasporto, rallentando così la produzione di imballaggi che potrebbero disperdersi nell’ambiente inquinandolo.

Quali sono i vantaggi di una spesa alla spina

Oltre al notevole numero di materiali risparmiati, che eviteranno di finire nei mari, nei fiumi o bruciati nelle discariche a cielo aperto, la vendita dei prodotti sfusi è capace di offre altri vantaggi. Ad esempio prediligere il consumo locale rispetto a quello di importazione, che impiega oltre alle tonnellate di carburante per arrivare nelle nostre tavole anche il triplo degli imballaggi.

Spesso i prodotti sfusi, diversamente da quelli industriali, sono anche biologici e a km 0. Questo significa che frutta e verdura non sono soggette a lunghi soggiorni in frigo o a lunghi spostamenti.

Inoltre, diminuendo la domanda di imballaggi e contenitori in materiale da raffinare, si risparmiano energie e costi di produzione che vanno a rincarare sul prezzo finale del prodotto, considerando che anche questo passaggio comporta l’impiego di tonnellate d’acqua e l’emissione di grosse quantità di CO2 nell’aria.