La quarta edizione dell’Osservatorio sulla Casa ha richiamato l’attenzione di oltre 200 studenti di tutt’Italia e non solo al contest “la casa di domani”.

Ai giovani progettisti del domani era stato chiesto di riprogettare il recupero di un ex fabbrica di inox a Genova, la “Casetta Rossa”, per destinarla all’associazione di volontariato Band degli Orsi che si occupa di offrire assistenza alle famiglie con bambini ricoverati all’Istituto Gaslini di Genova.

A partire dai quattro pilastri dell’Osservatorio sulla Casa, i giovani studenti hanno lavorato per mesi ai loro progetti per delineare la “Casetta Rossa ideale di domani”.

In tanti hanno partecipato al contest, ma il premio vincitore va ad Agostina Carla Ciancaglini e Jazmin López Becker, due studentesse argentine che, unendo “il cuore allla tenacia”, con “Haz, spazi condivisi” hanno riassunto la nostra idea di “casa di domani”.

Scopriamo insieme più di loro…

Intervista ad Agostina e Jazmin

3 luglio 2017, Milano

 

 

Video di autopresentazione del progetto Haz per iscrizione al contest “casa di domani”

 

Il progetto vincitore:

Haz, spazi condivisi

 

 

 

“Haz” in spagnolo assume una molteplicità di significati. In ambito fisico, “Haz” è l’insieme di particelle o raggi luminosi provenienti dalla stessa fonte che si propaga senza dispersioni. E proprio la luce, come elemento in grado di qualificare lo spazio abitativo e donare positività ai suoi abitanti, costituisce il pun to focale del nostro progetto. La luce è vita. La luce è energia. Uno spazio ben illuminato è esenziale, perché apporta benessere sia fisico che psicologico a coloro che vi risiedono. In geometria, “Haz” assume ancora un altro significato: esso rappresenta, infatti, un insieme di rette passanti per lo stesso punto o anche un insieme di piani aventi un retta in comune. Da qui l’idea che, come delle rette che si intersecano tra loro, anche gli abitanti di questo edificio entreranno seppur temporaneamente in contatto tra loro e condivideranno esperienze di vita quotidiana, coniugando la sfera intima con la realtà del gruppo e trovando conforto in esso. Lo scopo del progetto è, appunto, quello di creare un luogo di incontro e di condivisione, ma anche di supporto reciproco e di confronto. Dunque un insieme di persone che si trova a coabitare e a lavorare sinergicamente per creare un ambiente sereno e solidale. “Haz” è anche la seconda persona singolare dell’imperativo del verbo “hacer”, in italiano “fare”. Lo slogan, in questa accezione, assume una connotazione diversa: “Fa’ spazi condivisi”. Questo è l’obiettivo che l’architettura di oggi dovrebbe perseguire, quello di creare spazi condivisi di qualità, perché condividere lo spazio vitale è apertura, integrazione, abbattimento delle barriere sia fisiche che mentali. Condividere è creare una cultura improntata sullo scambio, sul dialogo, sul sostegno reciproco. L’idea del co-housing, come stile di vita oltre che come progetto vero e proprio, si basa appunto su questo approccio. Dividere le spese, ridurre i consumi, rispettare l’ambiente, presentare soluzioni flessibili sono le risposte che la coabitazione solidale dà alle esigenze della società contemporanea e che andrebbero colte da coloro i quali si occupano di realizzare spazi per le persone.

Agostina & Jazmine

HAZ spazi condivisi – Relazione