Ristrutturazione bagno: permessi, costi e agevolazioni fiscali

Il bagno è l’ambiente domestico in cui passiamo più tempo da dedicare a noi stessi, è il luogo di casa più intimo dove ci prendiamo cura di noi. Sia che decida di acquistare una nuova casa, sia di ristrutturare l’abitazione in cui viviamo probabilmente uno degli ambienti che saranno soggetti a un restyling è proprio il bagno. Abbiamo già visto alcune idee di design in un altro articolo ma di seguito vedremo alcuni suggerimenti per avere massima soddisfazione dalla ristrutturazione del nostro bagno.

bagno ristrutturato nuovo

Permessi

Uno degli errori più comuni è quello di pensare che dal momento in cui si eseguono dei lavori di ristrutturazione interna non sia necessario chiedere nessun tipo di permesso.

La legge in realtà distingue i lavori in:

  • Manutenzione ordinaria: quelli di sostituzione o riparazione di apparecchi igienico-sanitari (tubature , sanitari ..), manutenzione o integrazione degli impianti tecnologici presenti (luce, gas…) o di finitura interna o esterna ( tinteggiatura, sostituzione di pavimenti, cambio di infissi).
  • Manutenzione straordinaria: dove rientrano tutte quelle attività murarie atte a modificarne una esistente, sia si tratti di accorpamento che di un ampliamento.

Di norma tutto quello che tratta l’ordinario non necessita di permessi. Per alcune amministrazioni locali, però , può essere necessaria una Comunicazione di Inizio Lavori (C.I.L.). Oppure potrebbe essere necessaria una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), di cui potete trovare qualche ulteriore informazione e la differenza con una semplice CIL nel sito ristrutturare-casa.org. Per i lavori straordinari invece dovrà essere presentato regolare progetto da parte di un geometra e depositata allo sportello unico per le attività produttive da un tecnico abilitato alla Segnalazione certificata di inizio lavori (S.C.I.A.).

documento architetto

Ricorda che la materia in realtà è regolamentata da leggi locali che possono cambiare da comune a comune quindi è sempre consigliato , prima di effettuare un lavoro, consultarsi con l’ufficio tecnico della propria amministrazione.

Facciamo attenzione anche ai particolari: la sostituzione degli infissi come abbiamo detto prima rientra nella ristrutturazione ordinaria, ma se decidessimo di cambiarne metratura o funzione (da finestra a porta-finestra) allora la natura dell’intervento murario cambia rientrando nella manutenzione straordinaria e quindi soggetta a particolare regolamentazione.

Il non presentare la Scia non comporta reato, ma il non attenersi alle indicazioni locali prevede sanzioni amministrative dai cinquecento ai diecimila euro e la richiesta di ripristino dell’immobile allo stato originale.

Costi e sgravi fiscali

Quando si parla di costi per la realizzazione di un bagno è sempre opportuno prefissarsi un budget e da quello sviluppare il proprio progetto. Questo perché ad influenzare i costi non è solo la manodopera, ma anche i materiali scelti (piastrelle pavimento, rivestimenti in pietra, etc), di cui alcuni di grande pregio e costo elevato. Anche i costi dei sanitari incidono sull’economia totale della nostra ristrutturazione, variano da meno di cento euro fino a duecento-trecento euro per quelli più costosi.

lavandino

Mediamente nel calcolo dei costi bisogna intendere due momenti della ristrutturazione:

  • la demolizione, che comprende anche il trasporto in discarica e lo smaltimento. La rimozione dei sanitari esistenti , piastrelle e pavimentazione e la rimozione del vecchio impianto idraulico. Si possono calcolare circa 20 € a metro quadro.
  • la ricostruzione, che comprende il rifacimento dell’impianto idraulico che mediamente ha un costo di circa 180 € per punto acqua e dai 200 ai 300 € per il collettore di acqua calda e fredda. Considerando 5 punti acqua (bidet, lavandino, doccia, wc e lavatrice) avremo un costo di circa 1100 – 1500€.

Ovviamente il costo è variabile in base alla metratura del locale e le piastrelle sono conteggiate a parte (considerate che mediamente un gres porcellanato di buona qualità costa intorno ai 23€ al mq). L’installazione e posa dei sanitari incide con circa 50€ box per la doccia o dagli 80 ai 150€ per la vasca.

Anche l’impianto elettrico prevede una certificazione che deve garantirne la sicurezza , nello specifico potremo quantificare mediamente circa 30 € per punto luce che andremo a mettere.

Finito il lavoro idraulico bisognerà aggiungere il lavoro del muratore che andrà a completare la ristrutturazione del bagno. Approssimativamente si dovrà considerare:

  • imbiancatura delle pareti: dai 6 -12 € al mq
  • sottofondo e intonaci: 20-25€ mq
  • posa pavimento e piastrelle: 20€ al mq

I tempi medi per la ristrutturazione di un bagno sono nell’ordine di minimo sette-dieci giorni, ma dipende dalla grandezza del bagno e dalla complessità dell’operazione specifica.

Un bagno da 6 mq potrà avere un costo variabile in media tra 5000 e 7000€.

Agevolazioni fiscali

La legge di bilancio del 2020 fortunatamente ha mantenuto invariato la detrazione IRPEF pari al 50% per un ammontare massimo di spesa di 96000 € in 10 quote annuali. Quindi a conti fatti si potrà detrarre la somma di 48000 € in 10 quote pari a 4800 € massimo annualmente per un decennio, come indicato nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

È chiaro che a beneficiarne saranno coloro che eseguiranno un intervento di ristrutturazione del bagno e non la sola sostituzione dei sanitari o la sostituzione di un tubo, che rientrano invece nella manutenzione ordinaria.

La documentazione da presentare prevede il pagamento dell’opera edilizia attraverso bonifico bancario dove viene specificato nelle causali “ristrutturazione art. 16bis del Dpr 917/1986, il codice fiscale del beneficiario e il codice fiscale della ditta o di chi esegue i lavori.”

Altresì saranno da conservare la seguente documentazione in caso di controllo da parte dell’agenzia delle entrate:

  • Domanda di accatastamento dell’immobile.
  • Ricevuta pagamento di eventuale imu se si tratta di seconda casa.
  • Dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori.
  • Concessioni, autorizzazioni anche mediante atto di notorietà indicante data di inizio lavori e compatibilità con le spese ammesse dal bonus ristrutturazione.

Al Bonus fiscale per ristrutturazione può essere aggiunto anche nel 2020 il bonus mobili e grandi elettrodomestici che anche nella nuova legge di bilancio ne decreta l’utilizzo nella condizione in cui l’acquisto del mobile sia pertinente alla ristrutturazione, ad esempio rifacimento del bagno e mobile con lavandino e specchiera. In questo caso la detrazione è sempre pari al 50% ma la somma detraibile scende a 10000€ anch’essa da suddividere in 10 anni.

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